• Camilla Sentuti

Fashion My Fashion


Taken over by a raptus of maniacal order – and trust me when I tell you it is a VERY rare occasion – and exhausted by the view of the chaos that was ruling over my wardrobes, drawers, shelves, and other containers of different shape, type, gender, and purpose, I finally rolled up my sleeves and made up my mind. About what?

About getting rid of some of my stuff once and for all of course! It literally took me the whole day but in the end, I managed to fill up several large bags and the sense of accomplishment that was running inside me was just PRICELESS! I mean, if even a lazy soul like myself succeeded in accomplishing the heroic “impossible” then maybe, and I want to emphasize maybe, there must still be some hope left for me.

And maybe, and I’m saying maybe once again, my boyfriend will think it over twice before kicking me out of our apartment along with my clothes, jewels, and other trinkets.

Anyways, while I was at work making room in my closet by replacing old with new stuff I couldn’t help but think about “fashion” – not in a strictly business or consumeristic sense but more under an artistic perspective. The majority of the people ask themselves if something so deeply related to the act of selling can still be considered a form of art.

To me, art is a tool that’s used to express ourselves and our feelings, our personality, and character, and our vision of the world. Unfortunately for me, I wasn’t born with that many artistic talents. I am totally out-of-tune, my drawing skills pretty much suck, matter of fact I still draw people with three fingers for the hand and two for their feet, who lay on a green line that works as a field and a blue one that works as a sky. As far as my drama capabilities are concerned …. were actually never mind, I don’t think that playing a couple of roles in my Middle School plays can count for anything…

When I think about fashion though, I think of pure art. Not only about a form of art that tells something about the person who created those clothes and accessories, but also of something that actually talks about the people who wear those items too. Dresses, bags, accessories, and shoes are to a stylist like colors of a palette to a painter which he or she can use. Whereas the stylist is of course the painter. Through those, the stylist tries to give shape to the personality of the person he or she is trying to dress. He tries to pull out the sides of his character that define him or her the most and with those, he creates a unique style that not only has to represent the aesthetic taste of that person but that would represent him or her on a deeper and relevant level, that of their own personality.

Oscar Wilde used to say fashion is such an ugly form of art that somehow we are forced to change it every six months. I, on the other hand, think fashion changes because we change. It mutes, it evolves with us, with our society, and with the technological advancements of our times. But differently from many other forms of art, it accompanies us day by day, minute after minute, instant after instant throughout our entire existence, defining who, how, and where we are; adjusting to our necessities and to our daily lives.

Wintour says fashion is exclusively about moving forward. Once again, I do not entirely agree. It’s an art that looks straight into the future but that holds on a basement that constantly refers and looks back at the past.

Sooo many things I said and wrote and now I’m afraid Mr. Wilde or Ms. Wintour are gonna hold it against me…to think it all started from a couple of simple chores! See? This is why I keep postponing them to an indefinite date in time…otherwise I start fantasizing about this and that and I end up concluding nothing of what I had planned…ahh poor me!


Presa da un raptus di ordine maniacale improvviso – e vi assicuro che la cosa è rara – ed estenuata dal caos che governava impunito i miei cassetti, armadi, scatolette, scaffali e contenitori vari di altro tipo, forma, sesso e genere ho finalmente DECISO. Cosa? Ma di sbarazzarmi di un po’ di roba naturalmente! Mi ci è voluta tutta la giornata, ma alla fine sono riuscita a riempire diversi bustoni e devo dire che a lavoro finito mi pervadeva un senso di gioia e appagamento unico, dettato dalla consapevolezza che se anche un’anima pigra come me era riuscita a compiere tali gesta eroiche, allora forse, e dico forse, c’è ancora un barlume di speranza.

E forse, e dico ancora forse, il mio ragazzo ci penserà qualche secondo di più prima di buttarmi fuori di casa a calci a me, vestiti, accessori e gingilli vari. Ad ogni modo, mentre ero all’opera e facevo spazio nel mio armadio rimpiazzando vecchi articoli con nuovi, non ho potuto fare a meno di pensare alla moda, ma non nel senso stretto di consumismo/business ma in senso artistico. Si puo’ considerare arte un qualcosa che viene per il più delle volte associato all’atto esclusivo del comprare fino a se stesso? Per me l’arte è il mezzo che si usa per esprimere se stessi ed i propri sentimenti, il proprio carattere e la propria visione del mondo. Purtroppo di mio non posseggo molti talenti, sono stonata come una campana,  disegno le persone ancora con tre dita delle mani e due dei piedi su una riga verde in basso che funge da prato e una blu in alto che fa da cielo, ed in quanto a recitazione…bhe, ho avuto diverse parti importanti nelle recite scolastiche delle medie, ma non credo che conti molto. Però quando penso alla moda penso ad arte pura, ad un arte che racconta non solo della persona che ha ideato quei capi od accessori ma che dice qualcosa anche su quelli che li indossano. I vestiti, le borse, gli accessori, le calzature sono per uno stylist come tanti colori di una pallette alle quali un pittore può attingere, e lo stylist ovviamente, il pittore stesso. Attraverso quelli, si cerca di dare corpo alla personalità dell’individuo. Si cerca di far uscire i lati del carattere che più lo contraddistinguono e con quelli si crea lo stile che non solo rispecchi il gusto estetico di chi indossa quei capi ma che in un certo senso lo rappresenti anche su un piano più profondo, quello della personalità.

Oscar Wilde diceva che la moda è una forma d’arte così abberrante che siamo costretti a cambiarla ogni sei mesi. Io invece, penso che la moda cambia in quanto noi stessi cambiamo. Muta, si evolve con noi, con la nostra società, con il progresso tecnologico ed a differenza delle altre forme d’arte ci accompagna giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, attimo dopo attimo in ogni istante della nostra esistenza, definendo chi, come e dove siamo adeguandosi alla nostra necessità del progredire e alla nostra voglia di vivere.

La Wintour dice che la moda significa esclusivamente guardare avanti, anche qui non sono del tutto d’accordo. E’ un arte che guarda avanti è vero ma che sorregge il suo trasformarsi su basi che fanno riferimento al passato, e lo fa costantemente.

Quante cose ho detto, e adesso magari il Sig. Wilde o la Sig.ra Wintour me ne vorranno…e pensare che era tutto iniziato da delle semplici faccende di casa! Ecco perchè cerco sempre di rimandarle a data indefinita, poi mi metto a fantasticare e va finire che invece di piegare i vestiti e riordinare il mio armadio mi do alla scrittura…povera me!    


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